Il termine «favola» deriva dal latino «fabula», che significa racconto. Il genere letterario nasce
dunque dal piacere di raccontare, proprio di tutti gli uomini, ma non finisce qui: le favole, come ben sanno i nostri ragazzi, hanno anche qualcosa da insegnarci. Ambientate in un tempo e luogo indefinito, i loro protagonisti sono quasi sempre animali che rappresentano vizi e virtù umane e che, con le loro vicende ed esperienze, provano a trasmetterci una morale.

Quindi mettevi comodi e godetevi le favole scritte dai nostri ragazzi di prima:

L’OCA E IL MAIALE
Di Alessandro Camuffo e Luca Albertini 1A
Un giorno d’estate, in un giardino, c’era una bellissima ma anche stupidissima oca che non faceva altro che dire cose insensate, come “Due più due fa cinque!” o “Il miele viene dai suini!”. Un giorno, l’oca incontrò un maiale, che la minacciò dicendo: “Quanto fa due più due? Se non risponderai entro una settimana ti porterò dagli umani e gli chiederò di farti arrosto e mangiarti”. L’oca, una settimana dopo, andò nella fortezza del suino, e il suino le chiese: “Sei pronta per la domanda?”. Lei rispose: “Sì, sono pronta!”. “Bene!”, disse lui, e domandò: “Quanto fa due più due?”. L’oca rispose in meno di tre secondi: “QUATTRO!”.
Il suino, stupito, le disse: “Brava, ora puoi andare”. L’oca, felice, se ne andò dalla fortezza fiera di sé. Camminando per il bosco, incontrò un cacciatore, che le sparò e la uccise.
Morale: Il destino è inesorabile.

LA TREGUA DE CIURO
Di Mario Vianello e Simone Torchiano 1A
In un tempo lontano, viveva un granchio del cocco di nome Jack Koch. Un giorno, guardando dei video su YouTube, rimase colpito da uno in cui un granchio uccideva in malo modo un gambero killer… gli fece tornare alla memoria che anche nella sua scuola ce n’era uno, non particolarmente simpatico: Kikiwiki. Decise di provare a ucciderlo per verificare la sua forza. Il giorno dopo, andò a scuola convinto delle sue intenzioni. Si avviò verso Kikiwiki e gli tirò un pugno. Kikiwiki fischiò, e un esercito di gamberi killer uscì da un laghetto lì vicino. Allora, anche Jack Koch chiamò il suo esercito ed iniziò la guerra. Ad un certo punto, un pagurino di nome Ciuro urlò: “Gon galma fraté… gon calma…”. In quel momento, una barca di pescatori che passava di lì catturò l’esercito di Jack Koch, così, per puro caso. Cogliendo l’occasione al volo, Kikiwi ordinò al suo esercito di mangiare il nemico, e così la guerra finì.
Morale: La fortuna è un arciere cieco.

LA VOLPE E IL GUFO
Di Andrea Bonotto e Marco Mognato 1B
Un bel giorno di sole d’inverno un gufo, che dormiva su un ramo di un albero, si svegliò dopo aver sentito dei rumori. Aprì gli occhi e vide una volpe intenta a giocare con una pigna: per sbaglio, la volpe lanciò la pigna addosso al gufo… lui, arrabbiato, scappò con la pigna e la volpe lo rincorse. Il gufo sentì le urla pentite della volpe che ci teneva a chiedere scusa e capì che lei aveva sbagliato. Decise di perdonarla e si misero a giocare assieme, scoprendo di andare molto più d’accordo di quel che credevano.
Morale: Mai condannare qualcuno per un errore!

LE API E L’ORSO
Di Paola Carestiato e Gioele Vanin 1B
Era l’ultima settimana d’autunno e le api stavano raccogliendo il polline dagli ultimi fiori. L’orso si svegliò e, uscito dalla caverna, andò a procurarsi le provviste per l’inverno. Trovò un alveare appeso ad un albero e chiese alle api se potesse avere un po’ del loro miele, ma loro risposero di no perché una volta un altro orso aveva distrutto il loro alveare e non volevano
rischiare che succedesse di nuovo. Egli andò in giro per il bosco a cercare altri alveari, ma non li trovò… così, decise di tornare su quello precedente e, non ascoltando le api, prese il loro miele, per poi ritornare nella sua tana. Le api, non vedendo più il loro miele, volarono nella tana dell’orso e vedendolo ingozzarsi, decisero di punirlo pungendolo nel fondo schiena. L’orso capì di aver sbagliato e disse loro che non l’avrebbe fatto mai più. Orso e api diventarono amici stretti e finalmente impararono a capire le necessità l’uno dell’altro, aiutandosi a vicenda.
Morale: È importante mettersi nei panni degli altri e imparare a perdonare.