IL PESCE SILENZIOSO
Di Carolina Vecchiato e Andrea Piccolo 1B
In un laghetto non molto lontano da un bosco viveva un pesce molto silenzioso. Un giorno, un usignolo lo sfidò ad una gara di canto. Quel giorno, il pesce mise la bocca fuori dall’acqua per cantare, ma non appena iniziò tutti si misero a ridere… mortificato, decise che non avrebbe parlato mai più. Qualche tempo dopo l’usignolo gli ripropose la sfida, e lui, nonostante fosse consapevole di com’era finita la volta precedente, accettò. Il giorno della gara, tutti gli animali del bosco si riunirono per assistere. Per primo cominciò a cantare l’usignolo, molto sicuro di sé. Arrivò poi il turno del pesce, ma di lui non si vedeva neanche l’ombra… tutto ad un tratto si vide qualcosa sbucare dall’acqua: era il pesce! Cominciò a cantare e tutti rimasero a bocca aperta: aveva una voce d’angelo! Alla fine, vinse la sfida contro ogni aspettativa.
Morale: Non curarsi del giudizio altrui.

IL GUFO E L’OCA
Di Leone Campeol e David Genovesi 1B
In una giornata di primavera, un gufo sentì delle risate e si chiese chi fosse: era un’oca! Il gufo voleva conoscerla e le propose di andare in città a fare due passi e chiacchierare un po’, l’oca accettò con entusiasmo. Una volta arrivati, l’oca iniziò a comportarsi in maniera strana e a fare cose senza senso… il gufo a quel punto capì che il suo essere incosciente era pericoloso e la avvisò di stare attenta in città, ma l’oca non l’ascoltò. Mentre lui continuava ad avvertirla, lei era già lontana.  Si buttò da un palazzo molto alto con un paracadute, accelerò fino a 180 km/h su una strada dove il limite era 30 km/h e, dopo tantissime altre stupidaggini e non aver ascoltato nessuno degli avvertimenti del gufo, attraversò la strada senza guardare a destra e a sinistra. Venne investita da una macchina che le schiacciò le zampe palmate e si fece davvero molto male. In quel momento, il gufo esclamò: “Te l’avevo detto di stare attenta!”… se solo lei lo avesse ascoltato!
Morale: Bisogna sempre ascoltare i consigli di chi è più saggio.

REAL SERPENTE CONTRO BAYERN SCIMMIE
Di Marcello de Marchis e Marco Armellin 1B
Allo stadio sono arrivati settantamila tifosi per vedere una partita molto emozionante: quella fra il Bayern Scimmie e il Real Serpente (la cui star è un volto conosciuto: Serpex).
La partita inizia! Palla al Real Serpente, ma solo per poco: il numero 10 del Bayern la passa al
numero 24, che a sua volta la passa in mezzo, dove il numero 23 fa GOAL! La partita si fa dura per il Real Serpente, che non è così abituato a giocare di squadra…Palla in centro: il Real la spazza ma Scimmio la para e la passa al numero 30 che, scartando il famoso Serpex, la crossa in mezzo. Il portiere del Real la intercetta e così finisce il primo tempo. Il possesso palla, a questo punto, è a favore del Bayern con l’80%: il Real sta chiaramente sbagliando strategia. Inizia il secondo tempo: il Bayern non fa nemmeno vedere la palla al Real e al 75esimo minuto Serpex si fa espellere. L’ultima azione è del Bayern Scimmie, che arriva fino all’area di rigore, dove il numero 7 tira e fa goal chiudendo la partita con una vittoria prevedibile. La squadra vincitrice festeggia cantando e bevendo: i suoi membri si abbracciano e si congratulano l’uno con l’altro.
Morale: L’unione fa la forza.

IL RICCIO E IL PAVONE
Di Luis Fuin e Nicola Antonio Ceccon 1A
Tempo fa, vivevano un riccio molto timido e insicuro e un pavone orgoglioso e vanitoso. I due frequentavano la stessa scuola. Un giorno, durante l’ora di ginnastica, dovevano giocare a palla rilanciata. Il riccio era uno degli avversari della squadra del pavone; quando la palla arrivò a lui, ebbe paura di fare qualcosa per la vergogna di sbagliare… temeva di essere preso in giro. La squadra, viste le sue difficoltà, lo incoraggiò il più possibile a gran voce. Lui tirò, e senza volerlo fece punto! La squadra esultò e lo abbracciò. In spogliatoio il pavone, nonostante fossero rivali, si complimentò con lui e gli consigliò di credere di più nelle sue capacità.
Morale: Abbi fiducia in te stesso!

I LUPI IN TRAPPOLA
Di Lorenzo Grandin e Carlotta Vecchiato 1A
Un giorno, un branco di leoni vide un agnello pieno di graffi: uno al collo, uno alla gamba sinistra posteriore, uno alla gamba destra anteriore… i lupi lo avevano sorpreso con un attacco ai lati. I leoni volevano mangiarlo, però il più saggio fra loro decise prima di vedere come stava l’agnellino. Lui disse con una voce stanca e moscia: “Aiutatemi, non ho più i genitori, i lupi li hanno uccisi!”. I leoni ci pensarono molto a lungo, e dopo una settimana che l’agnello era con loro decisero di aiutarlo e non mangiarlo. Un mese dopo, il lupo che aveva graffiato l’agnello si ripresentò alla ricerca di cibo, e i leoni quando lo videro avvisarono subito l’agnello, consigliandogli di nascondersi. Dopo la sua dipartita, l’agnello, uscendo dal suo nascondiglio, esclamò urlando a squarciagola: “Cosa faremo contro di lui, contro di loro?!”. Tre giorni dopo, al capo dei leoni venne in mente un piano: la sera, quando i lupi si addormentarono, il branco di leoni portò avanti un attacco. L’attacco
consisteva nel posizionare una roccia con dipinto un branco di agnelli al di fuori della caverna dei lupi. Il branco, uscito dalla tana, vide questi agnelli e tornò dentro per avvisare tutti gli altri. Insieme e affamati, i lupi tornarono sul posto, ma prima che arrivassero in quel punto i leoni li chiusero dentro ad un’altra grotta. Senza cibo né acqua, morirono di una morte lunga e dolorosa. Tutto il male e la sofferenza che i lupi avevano causato ad altri animali, la stavano ora provando su loro stessi. Tutti gli animali del mondo festeggiarono, perché il branco di lupi più cattivo sulla faccia della terra era finalmente scomparso.
Morale: Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

LA TARTARUGA E IL PESCE
Di Gianmaria Polon e Luca Brugnaro 1A
Un giorno, in un lago, un pesce solitario stava cercando qualcuno con cui fare amicizia. Ad un tratto vide una tartaruga e corse verso di lei, quindi le chiese di conoscersi. Una volta diventati amici, si trovavano tutti i giorni e mentre girovagavano per il lago parlavano di loro e della loro vita. Poi, un giorno, il pesce chiese alla tartaruga di fare una gara di velocità, le cui regole dicevano: chi arriverà per primo dalla parte opposta del lago, vincerà! Tre, due, uno, vi… “Aspetta!”, disse la tartaruga, “Ci dobbiamo posizionare, prima”. “Giusto!”, disse il pesce. Posizionati, il pesce ripetè: “Tre, due, uno, via!”. Il pesce andò subito in vantaggio e di conseguenza la tartaruga finì ultima. Da quanto andava veloce, il pesce non vedeva quasi niente, ma vide a malapena un’alga gigante e la schivò. Poi, però, andò addosso a un masso e si stordì per un po’… alla fine si riprese. Prima di tagliare il traguardo, tuttavia, sbatté ancora la testa e rimase fermo immobile per un po’. Quando si rianimò riprese subito
la gara, ma tagliò il traguardo per secondo. La tartaruga lo stava aspettando sulla riva opposta del lago, prendendo il sole. Quando vide che stava arrivando si alzò, e gli raccontò un vecchio detto che aveva sentito da bambina: “Chi va piano va sano e va lontano, chi va forte va alla morte!”. Subito dopo, si congratularono a vicenda.
Morale: Chi va piano va sano e va lontano!