Castrum Novum di Mestre

La costruzione del plastico del Castrum Novum di Mestre: una significativa esperienza didattica

La Scuola Media dell’ IstitutoComprensivo Berna, nell’ambito del Laboratorio Didattico di Storia e Modellismo promosso dal prof. Giovanni Papaccio ha completato nel corrente anno scolastico il Progetto Castrum Novum.
Questo progetto ha previsto la costruzione di un plastico in scala 1:220, delle dimensioni finali di mt 2 x mt 2,50 circa, del Castello nuovo di Mestre all’epoca della conclusione della sua costruzione, nel 1405.
Il progetto del diorama del Castello nasce circa tre anni fa all’interno del laboratorio didattico di modellismo “Young Tank” della Scuola Media Berna; questo è tenuto dal professore, insegnante di lettere, archeologo e modellista, e da due collaboratori, modellisti di lungo corso, Damir Maksimovich e Carlo Alberto Camuccio.
Il laboratorio “Young Tank” è una attività didattica inserita nella offerta formativa della scuola media Berna. Si tratta di un laboratorio pomeridiano di modellismo che mediamente viene seguito da 35-40 allievi di 1°- 2° e 3° media. Fondato nel 2008, lo scopo del laboratorio è di favorire negli allievi l’approfondimento e la passione per la storia attraverso una via originale e quanto mai “antica” quale il modellismo statico, sviluppando nel contempo la manualità, le capacità attentive e di concentrazione. In questi anni affinando la metodologia didattica, allo studio storico e alla costruzione dei modelli si affiancano uscite a tema storico sempre molto gradite dai ragazzi. Negli anni si sono costruiti diversi grandi plastici a tema: la Guerra dei Cent’anni, la Grande Guerra, lo Sbarco in Normandia, sempre attenendoci rigorosamente alle fonti storiche. Ma questo del castello di Mestre è un progetto molto più impegnativo che ha visto costituirsi un vero e proprio gruppo di ricerca storica.
L’incipit del progetto è di un genitore della scuola, ma esperto del settore, trattandosi del tenente colonnello Ivan Toluzzo del nucleo per la tutela del mercato dell’arte della Guardia di Finanza.
Il responsabile del progetto è il prof. Papaccio, Maksimovic ha curato tutta la parte di costruzione e colorazione mentre Camuccio si è occupato in particolare dell’analisi delle fonti e ricostruzione storica.
Non sono mancati importanti contributi di studiosi di Mestre medievale, architetti, esperti di centri ed di istituti storici e di pareri della Sovrintendenza ai Beni Culturali su aspetti particolari (le chiese e le imbarcazioni ad esempio).
Naturalmente nella realizzazione hanno giocato un ruolo fondamentale gli stessi allievi del laboratorio di modellismo: si è adottata una metodologia didattica che utilizzava le competenze informatiche apprese durante le lezioni del mattino. Gli allievi partecipanti al laboratorio dopo aver studiato le fonti col prof. Papaccio elaboravano dei modelli virtuali degli edifici e di molti altri parti del plastico, utilizzando appositi programmi informatici CAD. Una volta elaborato il disegno esso veniva stampato in 3D con la stampante del laboratorio informatico della scuola; in seguito i pezzi venivano dipinti e rifiniti andando a costituire il plastico.
Ma i ragazzi del laboratorio modellismo del Berna hanno anche aiutato nella costruzione e colorazione, delle case, del terreno e dei figurini.
Il diorama rappresenta Mestre nel 1405, al suo interno è presente la chiesa di San Girolamo, nella sua prima edificazione, con a lato il cimitero rinvenuto da recenti scavi archeologici. E’ ricostruito tutto il borgo di Mestre che aveva l’attuale via Palazzo come asse principale. L’attuale municipio è in fase di costruzione così come la torre Moza in via Spalti. Lungo le mura sono rappresentati il cammino di ronda, i molti torresini e torri del castello. Mestre era un porto fluviale per cui sono ricostruite la casa ponte sul Marzenego, che aveva funzione di dogana, moli, magazzini e imbarcazioni da carico.

Descrivendo ulteriormente il diorama, esso è in scala 1/220 (per capire le dimensioni un uomo in scala 1/220 misura circa 6-7 millimetri). Ha una base in legno, poi uno strato di schiuma isolante, una base in stucco e infine segatura finissima colorata. Le case, ponti, torri mura e altri oggetti sono in plastica PLA. Sabbia setacciata per il terreno, materiali vari per alberi e vegetazione, silicone e resine per rendere l’effetto acqua nei canali. Vista la mole (circa 4 metri quadri) per renderlo trasportabile è diviso in 4 parti assemblabili.
Attualmente il castello è stato completato con circa 400 figurini umani in varie pose, animali da cortile, cavalli, mucche e pecore, carri vari, cercando quindi di riproporre una ambientazione tipica dell’epoca, vivida, vitale e popolata.
Il Comune di Venezia, una volta visionata l’opera ne ha richiesta la possibilità di esporlo in maniera permanente in un edificio pubblico. Il giorno 17 febbraio 2022, in occasione di del Centenario dell’Istituto Berna, alla presenza di autorità, dirigenza e di una nutrita compagni di allievi, si è svolta la conferenza di consegna del plastico alla Biblioteca Centrale – VEZ che lo ha accolto nel salone affrescato al primo piano, conservato in una preziosa teca realizzata appositamente dall’Amministrazione comunale, dove può essere quotidianamente visitato.
Carlo Alberto Camuccio, Giovanni Papaccio, Damir Maksimovic.

Tavola disegno 1@2x

Storia in 3D alla Scuola Media

Di sicuro si tratta di un progetto originale.
Di sicuro ha una speciale attrattiva per i ragazzi.
Sicuramente farà discutere gli studiosi.

Stiamo parlando di un progetto nato qualche mese fa alla scuola media Berna che mette insieme le ultime tecnologie, modellazione a stampa in 3D, con la storia più antica del borgo mestrino.
In sostanza stiamo ricostruendo il castello di Mestre nel 1405, anzi lo ricostruiscono i ragazzi grazie ad un programma informatico di modellazione tridimensionale, insegnatogli dall’inesauribile prof. Lorenzo Vicario. Poi una volta definiti i disegno si passa allo stampaggio…-
Detta così sembra facile, ma se solo ci addentriamo nella storia della Mestre medievale ci accorgiamo che molti aspetti sono tuttora oscuri. I prof. Giovanni Papaccio, promotore del progetto prosegue: -Si, lo
sappiamo bene, la Mestre antica è una specie di puzzle da ricostruire con pazienza, ma non stiamo lavorando da soli: abbiamo chiesto aiuto e consulenza a moltissimi studiosi che si sono interessati
all’argomento in questi anni: il Centro Studi Storici di Mestre, le archeologhe dello studio New Aurea, archivisti e studiosi. Devo dire che molti di loro si sono complimentati con noi per l’accuratezza storica con la quale stiamo procedendo.
Stiamo anche consultando una grande quantità di documenti, foto e mappe , abbiamo svolto alcuni sopralluoghi con gli studenti, riscontrando un vivo interesse per la storia antica della città.
Lo scopo finale del progetto è quello di costruire un grande plastico in scala di circa 4 metri quadri, precisamente 220 volte più piccolo del reale, che rappresenti il castello di Mestre attorno al 1405: ma sarà un castello vivo e popolato – Contiamo di metterci almeno 300 figurini, intenti in tutte le attività dell’epoca-.
Infatti questa idea si inserisce all’interno del laboratorio di Modellismo e Storia che il Berna propone ormai da molti anni come attività integrativa pomeridiana. In questi anni abbiamo affinato la metodologia didattica proponendo il modellismo statico come approccio originale alla storia. Allo studio e alla costruzione dei modelli si affiancano uscite a tema storico sempre molto gradite dai ragazzi. Negli anni abbiamo già costruito diversi plastici: la Grande Guerra, lo Sbarco in Normandia, sempre attenendoci strettamente alle fonti storiche. Ma è la prima volta che affrontiamo un progetto così impegnativo.
In realtà l’idea originaria è venuto ad un genitore della scuola, un esperto del settore, trattandosi del tenente colonnello Ivan Toluzzo del Nucleo Tutela dei beni Culturali della Guardia di Finanza che ha spinto prof. e ragazzi ad intraprendere l’impresa.
E questo plastico poi che fine farà? -Se la riuscita sarà quella che speriamo sarebbe bello poterlo donare alla città in modo da poter ad essere utile a tanti altri ragazzi che si troveranno a scoprire la storia della nostra città. Ma come si dice spesso il bello del viaggio è il viaggio stesso, non tanto la meta finale. Il lavoro che stiamo facendo ci sta arricchendo e arricchisce i nostri ragazzi e questo è già una grande soddisfazione!