Mercoledì bigio ma con arcobaleno finale.

I presupposti c’erano già dal mattino: cielo color del piombo e una pioggia insistente e penetrante.

Un’ ora di viaggio e il KZ Gedenkstätte Dachau ci attende.

All’ entrata, tra le pozzanghere di acqua e foglie giallastre, ci attendono tre guide: Emma, Simone, Stefania. Un vero dono.

Comincia così una visita di due ore e mezza tra spiegazioni, milioni di domande, silenzi sbigottiti, lettere e preghiere.

Preghiere si, perché alla conclusione della visita ci siamo riuniti coi vostri figli nel memoriale ebraico all’ interno del lager: cupo e alto come una ciminiera, per entrarvi si scende in profondità di qualche metro, l’ interno è scuro e spoglio. Un’ unica luce in alto: le anime non bruciano, dice la guida.

La prof legge la lettera alla mamma di un ragazzo di 16 anni morto di tifo: parole semplici, ma difficili da deglutire.

Il Padre Nostro giunge corale, mentre ci teniamo tutti per mano, come una liberazione.

Ormai è ora di pranzo ed ora via, libertà di assaggiare ciò che più ci piace .

Poi di nuovo di corsa alla Pinacoteca, dopo l’orrore la meraviglia: Picasso, De Chirico, Kandinsky, Kokoschka, colorano i nostri occhi e i nostri spiriti.

Finita? A Monaco non è mai finita!

Ora tutti in centro a fare shopping: non sia mai che torniamo indietro a mani vuote.

Giusto per riposarci decidiamo di rientrare a piedi, una mezz’oretta di passeggiata serale non poteva mancare.

Ora doccia!

Doccia prof? Che serve, abbiamo il deodorante!!

Il Ciao stasera ci propone pizza quindi festa musica e balli tra i poveri commensali stupiti e assediati.

Tornati al Salesianum sarà il momento della riflessione: in piccoli gruppi tiriamo fuori ciò che abbiamo vissuto, ciò che abbiamo capito.

Per ricordare; per non dimenticare.