LE ORIGINI
Sergio Gori, nato il 14 ottobre 1932 a Bengasi, in Libia.
Era rimasto orfano della madre prestissimo ed era stato allevato dalla sorella maggiore.
Durante il periodo coloniale italiano, molti italiani si trasferirono in Libia per opportunità lavorative e per contribuire allo
sviluppo delle infrastrutture locali. Tuttavia, con l'indipendenza della Libia nel 1951 e i successivi cambiamenti politici, molti italiani
rientrarono in Italia. Tra Questi c’è Sergio Gori che per gli studi di chimica aveva scelto Bologna,sebbene le fonti disponibili non
specifichino le ragioni esatte del trasferimento di Gori da Bengasi a Mestre, è probabile che sia stato influenzato da questi eventi
storici.Tuttavia si laureò in chimica e dopo aver lavorato in alcuni paesi del Nord Italia decise di stabilirsi con la figlia nella città di Mestre dove divenne vicedirettore del Petrolchimico di Marghera veniva visto come un simbolo della classe dirigente e dell’industria, che le Brigate Rosse (Le brigate rosse sono state un’organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituita nel 1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo) consideravano responsabile di un sistema capitalista che opponeva le classi lavoratrici.

Le Brigate Rosse miravano a combattere quelle che consideravano le ingiustizie sociali e politiche del tempo. Il suo omicidio, avvenuto il 29
gennaio 1980, mentre usciva di casa per recarsi al lavoro fu chiamato per nome, giratosi, fu ucciso da colpi di arma da fuoco intorno alle 9.30 del mattino davanti alla sua abitazione (in via Garibaldi), dalle Brigate Rosse, che non soddisfatte gli diedero il colpo di grazia, sparandogli anche alla nuca. Questo gesto fece imbestialire i lavoratori, cittadini, famigliari e amici che dimostrarono solidarietà verso
Sergio Gori e iniziarono una forte protesta verso lo stato… diventando la prima vittima del terrorismo a Mestre, il funerale fu svolto nel duomo di S. Lorenzo il 31 gennaio 1980,a questa celebrazione assistirono migliaia di persone…riempiendo la chiesa e anche maggior parte di piazza ferretto. Questo omicidio segnò l'inizio di una serie di attacchi delle Brigate Rosse nella zona, come quello nelle settimane seguenti di Alfredo Albanese.
Fu una parte della strategia del gruppo di attaccare figure legate al mondo dell’industria…per destabilizzare la società italiana durante gli “anni di piombo”, un periodo segnato da violenza politica e terrorismo…purtroppo però gli esecutori materiali dell’omicidio non sono
mai stati identificati con certezza…tranne un volto di una donna tra gli attentatori vista solo grazie ad un bambino che assistì all’omicidio…Dopo tutti questi omicidi le brigate rosse rimasero in silenzio e lo stato italiano non poté fare altro che risarcire le famiglie con un totale di solo cento milioni di lire…al giorno d’oggi 2.448.000,00 euro.
Ovviamente oltre alle proteste,… nella città era presente comunque la paura e la preoccupazione dei cittadini che nei giorni seguenti non passò, ci erano riuscite, le brigate rosse erano riuscite a intimorire un’ intera città…
