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Uscita di modellismo

Sabato 11 aprile 30 ragazzi della nostra scuola media, molti dei quali frequentano il corso di Storia e Modellismo del . prof. Papaccio, accompagnati dalla prof.ssa Righetti, Carlo Alberto Camuccio e da Gigi Malavolta hanno avuto la possibilità di svolgere una visita presso CRCS.

DIvisi in due gruppi ed accompagnati da preparatissime guide, ragazzi ed accompagnatori hanno potuto vivere la storia osservando e toccando l’incredibile collezione di mezzi e materiali curati dall’associazione. I volontari hanno fatto trasparire tutta la loro passione l’orgoglio per il grandissimo lavoro di recupero che hanno svolto in questi anni.
I ragazzi hanno seguito con interesse  le spiegazioni così come hanno molto gradito la mega pastasciutta offerta alla fine dall’associazione!
Un caloroso grazie a tutti i volontari e i nostri complimenti per l’opera di salvaguardia e promozione della storia.


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Castrum Novum di Mestre

Castrum Novum di Mestre

La costruzione del plastico del Castrum Novum di Mestre: una significativa esperienza didattica

La Scuola Media dell’ IstitutoComprensivo Berna, nell’ambito del Laboratorio Didattico di Storia e Modellismo promosso dal prof. Giovanni Papaccio ha completato nel corrente anno scolastico il Progetto Castrum Novum.
Questo progetto ha previsto la costruzione di un plastico in scala 1:220, delle dimensioni finali di mt 2 x mt 2,50 circa, del Castello nuovo di Mestre all’epoca della conclusione della sua costruzione, nel 1405.
Il progetto del diorama del Castello nasce circa tre anni fa all’interno del laboratorio didattico di modellismo “Young Tank” della Scuola Media Berna; questo è tenuto dal professore, insegnante di lettere, archeologo e modellista, e da due collaboratori, modellisti di lungo corso, Damir Maksimovich e Carlo Alberto Camuccio.
Il laboratorio “Young Tank” è una attività didattica inserita nella offerta formativa della scuola media Berna. Si tratta di un laboratorio pomeridiano di modellismo che mediamente viene seguito da 35-40 allievi di 1°- 2° e 3° media. Fondato nel 2008, lo scopo del laboratorio è di favorire negli allievi l’approfondimento e la passione per la storia attraverso una via originale e quanto mai “antica” quale il modellismo statico, sviluppando nel contempo la manualità, le capacità attentive e di concentrazione. In questi anni affinando la metodologia didattica, allo studio storico e alla costruzione dei modelli si affiancano uscite a tema storico sempre molto gradite dai ragazzi. Negli anni si sono costruiti diversi grandi plastici a tema: la Guerra dei Cent’anni, la Grande Guerra, lo Sbarco in Normandia, sempre attenendoci rigorosamente alle fonti storiche. Ma questo del castello di Mestre è un progetto molto più impegnativo che ha visto costituirsi un vero e proprio gruppo di ricerca storica.
L’incipit del progetto è di un genitore della scuola, ma esperto del settore, trattandosi del tenente colonnello Ivan Toluzzo del nucleo per la tutela del mercato dell’arte della Guardia di Finanza.
Il responsabile del progetto è il prof. Papaccio, Maksimovic ha curato tutta la parte di costruzione e colorazione mentre Camuccio si è occupato in particolare dell’analisi delle fonti e ricostruzione storica.
Non sono mancati importanti contributi di studiosi di Mestre medievale, architetti, esperti di centri ed di istituti storici e di pareri della Sovrintendenza ai Beni Culturali su aspetti particolari (le chiese e le imbarcazioni ad esempio).
Naturalmente nella realizzazione hanno giocato un ruolo fondamentale gli stessi allievi del laboratorio di modellismo: si è adottata una metodologia didattica che utilizzava le competenze informatiche apprese durante le lezioni del mattino. Gli allievi partecipanti al laboratorio dopo aver studiato le fonti col prof. Papaccio elaboravano dei modelli virtuali degli edifici e di molti altri parti del plastico, utilizzando appositi programmi informatici CAD. Una volta elaborato il disegno esso veniva stampato in 3D con la stampante del laboratorio informatico della scuola; in seguito i pezzi venivano dipinti e rifiniti andando a costituire il plastico.
Ma i ragazzi del laboratorio modellismo del Berna hanno anche aiutato nella costruzione e colorazione, delle case, del terreno e dei figurini.
Il diorama rappresenta Mestre nel 1405, al suo interno è presente la chiesa di San Girolamo, nella sua prima edificazione, con a lato il cimitero rinvenuto da recenti scavi archeologici. E’ ricostruito tutto il borgo di Mestre che aveva l’attuale via Palazzo come asse principale. L’attuale municipio è in fase di costruzione così come la torre Moza in via Spalti. Lungo le mura sono rappresentati il cammino di ronda, i molti torresini e torri del castello. Mestre era un porto fluviale per cui sono ricostruite la casa ponte sul Marzenego, che aveva funzione di dogana, moli, magazzini e imbarcazioni da carico.

Descrivendo ulteriormente il diorama, esso è in scala 1/220 (per capire le dimensioni un uomo in scala 1/220 misura circa 6-7 millimetri). Ha una base in legno, poi uno strato di schiuma isolante, una base in stucco e infine segatura finissima colorata. Le case, ponti, torri mura e altri oggetti sono in plastica PLA. Sabbia setacciata per il terreno, materiali vari per alberi e vegetazione, silicone e resine per rendere l’effetto acqua nei canali. Vista la mole (circa 4 metri quadri) per renderlo trasportabile è diviso in 4 parti assemblabili.
Attualmente il castello è stato completato con circa 400 figurini umani in varie pose, animali da cortile, cavalli, mucche e pecore, carri vari, cercando quindi di riproporre una ambientazione tipica dell’epoca, vivida, vitale e popolata.
Il Comune di Venezia, una volta visionata l’opera ne ha richiesta la possibilità di esporlo in maniera permanente in un edificio pubblico. Il giorno 17 febbraio 2022, in occasione di del Centenario dell’Istituto Berna, alla presenza di autorità, dirigenza e di una nutrita compagni di allievi, si è svolta la conferenza di consegna del plastico alla Biblioteca Centrale – VEZ che lo ha accolto nel salone affrescato al primo piano, conservato in una preziosa teca realizzata appositamente dall’Amministrazione comunale, dove può essere quotidianamente visitato.
Carlo Alberto Camuccio, Giovanni Papaccio, Damir Maksimovic.

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Storia in 3D alla Scuola Media

Di sicuro si tratta di un progetto originale.
Di sicuro ha una speciale attrattiva per i ragazzi.
Sicuramente farà discutere gli studiosi.

Stiamo parlando di un progetto nato qualche mese fa alla scuola media Berna che mette insieme le ultime tecnologie, modellazione a stampa in 3D, con la storia più antica del borgo mestrino.
In sostanza stiamo ricostruendo il castello di Mestre nel 1405, anzi lo ricostruiscono i ragazzi grazie ad un programma informatico di modellazione tridimensionale, insegnatogli dall’inesauribile prof. Lorenzo Vicario. Poi una volta definiti i disegno si passa allo stampaggio…-
Detta così sembra facile, ma se solo ci addentriamo nella storia della Mestre medievale ci accorgiamo che molti aspetti sono tuttora oscuri. I prof. Giovanni Papaccio, promotore del progetto prosegue: -Si, lo
sappiamo bene, la Mestre antica è una specie di puzzle da ricostruire con pazienza, ma non stiamo lavorando da soli: abbiamo chiesto aiuto e consulenza a moltissimi studiosi che si sono interessati
all’argomento in questi anni: il Centro Studi Storici di Mestre, le archeologhe dello studio New Aurea, archivisti e studiosi. Devo dire che molti di loro si sono complimentati con noi per l’accuratezza storica con la quale stiamo procedendo.
Stiamo anche consultando una grande quantità di documenti, foto e mappe , abbiamo svolto alcuni sopralluoghi con gli studenti, riscontrando un vivo interesse per la storia antica della città.
Lo scopo finale del progetto è quello di costruire un grande plastico in scala di circa 4 metri quadri, precisamente 220 volte più piccolo del reale, che rappresenti il castello di Mestre attorno al 1405: ma sarà un castello vivo e popolato – Contiamo di metterci almeno 300 figurini, intenti in tutte le attività dell’epoca-.
Infatti questa idea si inserisce all’interno del laboratorio di Modellismo e Storia che il Berna propone ormai da molti anni come attività integrativa pomeridiana. In questi anni abbiamo affinato la metodologia didattica proponendo il modellismo statico come approccio originale alla storia. Allo studio e alla costruzione dei modelli si affiancano uscite a tema storico sempre molto gradite dai ragazzi. Negli anni abbiamo già costruito diversi plastici: la Grande Guerra, lo Sbarco in Normandia, sempre attenendoci strettamente alle fonti storiche. Ma è la prima volta che affrontiamo un progetto così impegnativo.
In realtà l’idea originaria è venuto ad un genitore della scuola, un esperto del settore, trattandosi del tenente colonnello Ivan Toluzzo del Nucleo Tutela dei beni Culturali della Guardia di Finanza che ha spinto prof. e ragazzi ad intraprendere l’impresa.
E questo plastico poi che fine farà? -Se la riuscita sarà quella che speriamo sarebbe bello poterlo donare alla città in modo da poter ad essere utile a tanti altri ragazzi che si troveranno a scoprire la storia della nostra città. Ma come si dice spesso il bello del viaggio è il viaggio stesso, non tanto la meta finale. Il lavoro che stiamo facendo ci sta arricchendo e arricchisce i nostri ragazzi e questo è già una grande soddisfazione!


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Modellismo - lezioni speciali

Domenica mattina si è svolta la prima lezione di modellismo,delle tre previste, organizzate da Ipms Italia
Hanno partecipato dodici ragazzi, di cui cinque del Berna, ospiti del Gruppo Modellistico Patavino e dei suoi espertissimi, nonché pazientissimi soci..
Lo scopo è imparare a dipingere i figurini da porre a corredo dei modelli.
La dipintura dei figurini è quanto mai complessa e richiede notevoli capacità pittoriche: in questi tre incontri i ragazzi impareranno le tecniche fondamentali: montaggio, primer, campiture base, ombreggiature e lumeggiature.
I prossimi incontri si svolgeranno a marzo sempre a Padova.


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Omaha Beach - 6 giugno 1944

Omaha Beach - 6 Giugno 1944

Rappresentare lo sbarco in Normandia per un modellista è impresa ardua: una singola scenetta, magari in scala 1/35, può dare il pathos del combattimento, far vedere armi e mezzi, ma difficilmente si riesce a dare il senso della grandiosità e le difficoltà dello sbarco, le centinaia di metri da percorrere, i terrapieni, i bunker incassati sulle colline e i loro settori di tiro incrociati, i campi minati e gli innumerevoli ostacoli.

Solo le grandi dimensioni possono tentare ad avvicinarsi a questo risultato. Naturalmente la scala ideale per questo non può che essere la 1\72. Ciononostante nel nostro diorama, 170 x 80, siamo riusciti a rappresentare solo 3\4 di un settore di sbarco dei 7 che dividevano Omaha Beach. Abbiamo optato per una rappresentazione in profondità per poter comprendere sia il mare, che la spiaggia che le colline con una piccola parte dell’entroterra.

Solo le grandi dimensioni possono tentare ad avvicinarsi a questo risultato. Naturalmente la scala ideale per questo non può che essere la 1\72. Ciononostante nel nostro diorama, 170 x 80, siamo riusciti a rappresentare solo 3\4 di un settore di sbarco dei 7 che dividevano Omaha Beach. Abbiamo optato per una rappresentazione in profondità per poter comprendere sia il mare, che la spiaggia che le colline con una piccola parte dell’entroterra.

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Il settore rappresentato è quello di dog green: questo settore copriva l’ultima parte della spiaggia a Ovest e comprendeva un varco fra le colline per raggiungere Vierville e l’entroterra. Era un punto pesantemente presidiato da bunker sulla spiaggia e sulle colline, con postazioni “tobruk” con mortai e campi minati. Era presidiato dalla 352a divisione di fanteria tedesca.

Gli alleati sbarcati appartenevano alla 29a divisione (116° reggimento) e al 5° reggimento ranger. Durante lo sbarco molte unità non hanno raggiunto i loro settori di competenza a causa del fuoco di sbarramento e della confusione creata dal fumo e dalle onde. I carri armati Sherman ad Omaha sono quasi tutti affondati o sono stati fermati dall’artiglieria tedesca sulla battigia. Omaha comunque è stato il settore di sbarco, ed in particolare Dog green da noi rappresentato, che ha tenuto con il fiato sospeso gli alti comandi alleati, tant’è che a metà mattina si stava quasi per far reimbarcare le truppe.

Il diorama

Il diorama nasce all’interno di un laboratorio didattico di modellismo della scuola media Berna di Mestre/Venezia, tenuto dal professor Papaccio Giovanni (il prof.), insegnante di lettere e malato di modellismo, tanto da creare dal 2008 un laboratorio pomeridiano di modellismo che mediamente viene seguito da 15-20 ragazzi di 2° e 3° media. Lo scopo del laboratorio è di favorire negli allievi l’approfondimento e la passione per la storia attraverso una via originale e quantomai “antica” quale il modellismo.

Il diorama è stato costruito dai ragazzi del prof tenuti a bada da altri due modellisti di lungo corso: Damir Maximovic che ha curato tutta la parte di colorazione e di costruzione, e Camuccio Carlo Alberto che ha curato la parte di ricostruzione storica.
Il diorama ha volto rappresentare il settore di sbarco Dog Green; il corrispondente settore di difesa tedesco invece si chiamava WN 71.
La ricerca storica non è stata semplice perché malgrado l’immensa mole di documenti sul D- day e su Omaha, ricostruire esattamente un settore preciso ha richiesto di incrociare molte fonti, ricostruire pazientemente i tipi di armamento, le truppe presenti, le costruzioni.
Le fotografie erano tutte post sbarco, in bianco e nero, spesso sfocate, e anche quelle aeree non ci aiutavano dato che molte fortificazioni erano distrutte o coperte.
Teniamo comunque presente che è un diorama con una funzione didattica che doveva insegnare la storia ai ragazzi delle medie.
Proprio per questo motivo sono state fatte delle scelte non storicamente corrette: per semplici motivi di spazio il diorama manca di una zona (circa 15-20 cm in scala) fra le pendici della collina e la strada dove c’é una zona piana con delle case.
Inoltre a scopo didattico è stata aggiunta la postazione di artiglieria con la torretta di un panzer IV , che nella realtà era presente nel settore Dog White.
Anche la presenza di carri con la prima ondata è controversa: alcune fonti dicono che non sono mai arrivati perché avevano sbagliato settore, altri che erano immediatamente affondati.
Sempre per motivi di spazio il settore è stato tagliato alle pendici che si affacciavano sulla strada per Vierville, mantenendo però i bunker per il fuoco di infilata.
Subito dopo la strada iniziava il piccolo settore Charlie.
La rappresentazione vuole mostrare l’arrivo della seconda ondata alle ore 7,05 in condizioni di media marea: la prima ondata era stata spazzata quasi totalmente via: abbiamo rappresentato infatti i superstiti della prima ondata rannicchiati dietro il terrapieno o morti sulla spiaggia e sull’acqua, che nel frattempo era salita seguendo la marea coprendo sia i primi ostacoli marini che carri che caduti americani.
La seconda ondata è rappresentata da 4 mezzi da sbarco Lcvp (landing craft vehicle & personnel) e da un Lcm (landing craft mechanised) trasporta carri .
Abbiamo utilizzato per gli Lcvp kit Heller e Pegasus, mentre l'Lcm per i carri è della Dragon.
La colorazione dei mezzi è stato deciso di farla di color grigio azzurro: le foto in bianco e nero non ci aiutavano ma poi consultando e consultando si è optato per questo colore rispetto al grigio scuro.
Da considerare che il colore variava anche a seconda delle squadre navali a cui appartenevano.
La confusione dei mezzi sulla spiaggia era tale che ci è parso corretto impostare con questo colore.
Uno è stato tagliato e fatto affondare, mentre gli altri sono stati oggetto di aggiunte come le corde laterali fatte con lo spago di risulta di un veliero francese della Zvezda (la Fregata Acheron) Restando sui mezzi.
I due Sherman M4 sono rispettivamente un DWG (deep wading gear) della dragon e un DD (duplex drive) con il modello di base della Italeri.
Poi il rivestimento impermeabile e galleggiante è stato auto costruito con stucco e cartoncino.
I pali con le mine Tellermann (gli asparagi di Rommel) e gli ostacoli a triangolo rovesciato contro i mezzi navali sono stati auto costruiti con dei bastoncini di legno per le olive da aperitivo.
I cavalli di frisia invece sono di un set Hasegawa.
Salendo verso la collina incontriamo il filo spinato appena dopo il terrapieno.
Tutto il filo spinato del diorama è stato costruito con zanzariera grigia, tagliata a strisce sottili e poi arrotolata a mano su dei paletti di ottone colorati .Lavoraccio perché bisognava fare moltissimi giri di filo spinato per riuscire a dare una resa verosimile, e la zanzariera non obbediva docilmente ai nostri ordini di arrotolarsi.
Il bunker sulla spiaggia (che esiste ancora ed è affianco il monumento di Omaha beach) è il buon bunker della Italeri.
Le modifiche fatte sono state l’inspessimento delle pareti e dei soffitti (erano di 2 metri di calcestruzzo) con del cartoncino, il tetto che doveva avere uno strato di erba e sassi.

È stato anche spostato il muro di contenimento, spostandolo di lato, da destra a sinistra della casamatta.
All’interno abbiamo messo un cannone terribile Pak 43/41 (della Ace Models) : terribile da montare perché pieno di pezzi e pezzettini e con una plastica con parecchie sbavature ma friabilissima.
Comunque un buon risultato. I contenitori delle munizioni sono tubicini di ottone.
Tutti gli altri bunker, sezioni di bunker, tobruk o anche solo le porte d’accesso che si trovano sulla collina fra la trincea sono auto costruite con il cartoncino e poi dettagliati.
I sacchi delle trincee ed anche alcuni cavalli di Frisia appartengono al kit della italeri “Battlefield accessories” .
I figurini sono di varie ditte: i tedeschi sono Airfix e Italeri nella versione “German Infantry” e anche degli Italeri Africakorps modificati.
Le truppe presenti ad Omaha avevano uniformi che comprendevano elementi vari sia della uniforme 39-43 (con gli stivali ad esempio) che quella adottata dopo il 43 (con scarponi e ghette). I serventi del Pak sono i figurini modificati dei due set Italeri.
Molti figurini con Mp40 sono stati modificati e dotati di fucile. I serventi delle Mg erano originariamente sdraiati, ma sono stati modellati in modo che stessero in piedi.
Gli americani: erano presenti sia rangers che truppe di fanteria. Sono stati utilizzati rangers della Pegasus, fanteria americana della Caesar set 1 e quelli della Italeri Us infantry, e anche qualche posa dell’Airfix.
Sempre della Italeri è stato utilizzato un set di figurini di vecchia produzione che utilizzava gli stampi Esci.
Tutti i soldatini sono stati modificati dal buon Macsimovic aggiungendoci il giubbotto di salvataggio (i pegasus li avevano già) e creando nuove pose, per stare nel mezzo da sbarco, per le esplosioni , per la corsa, togliendo ad esempio le mitragliette grease gun che nel Giugno 44 non erano ancora in dotazione. Le armi sparse sulla spiaggia e in mare sono repliche in resina di quelle presenti nel set Dragon del mezzo da sbarco. Il diorama ha una base in polistirolo.
Sia la collina che il mare e la spiaggia sono pezzi di polistirolo tagliati ed incollati con vinavil fra loro.
Per maggior robustezza fra un pezzo e l’altro sono stati inseriti dei perni in legno, ovvero dei lunghi stuzzicadenti da cocktail.
Il polistirolo poi è stato lavorato con lime e taglierini per dare la forma irregolare o scavare trincee o postazioni.
Sopra il polistirolo poi è stato passato del semplice economico lo stucco da muro , anch’esso lavorato per creare forme adeguate al terreno.
Il tutto è stato ricoperto da un fitto strato d’erba incollato con il vinavil, erba fatta di segatura colorata, setacciata accuratamente fino ad arrivare alle dimensioni adatte alla scala.
La sabbia della spiaggia è vera sabbia della Normandia, di Omaha! Raccolta dal prof Papaccio durante un suo viaggio sui luoghi dello sbarco (proprio come il sergente di Salvate il soldato Ryan;).
Se non è realismo questo! La stessa sabbia è stata utilizzata per rendere maggiormente realistiche le esplosioni sulla spiaggia.
In pratica queste sono fatte con filtri per cappe aspiranti delle cucine (in Polipropilene) .
Le esplosioni sul mare, bianche invece sono fatte di schiuma daimballaggio.
I cespugli della collina invece non sono auto costruiti ma sono sacchetti di erba e cespugli per modellismo in commercio (Faller): abbiamo fatto dei tentativi di usare della gommapiuma, colorata con acrilico verde, ma il risultato era insoddisfacente.
Ancheusare radici vere non ci ha soddisfatto.
Il mare è uno strato di silicone trasparente, su fondo azzurro grigio, lavorato con un pennello imbevuto di acetone, e poicolorato con il dry brush.
Il risultato finale è sicuramente d’effetto: ma l’effetto più gradito è sicuramente quello degli allievi che si sono talmente appassionati all’impresa da essere diventati delle ottime guide pronte ad illustrare a compagni e adulti tutti i particolari dello sbarco.
Non c’è che dire: obiettivo raggiunto! Dog Green conquistato!

Per approfondire:
il film “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg è sicuramente da vedere, cosi come “Il giorno più lungo” film degli anni ‘60, “Il grande Uno rosso” del 1980 con Lee Marvin
Fra i libri
“Il giorno più lungo, 6 giugno 1944” è un libro di Cornelius Ryan pubblicato per la prima volta nel 1959, che racconta la storia dello sbarco.
“D-Day. Storia dello sbarco in Normandia” di Ambrose Stephen 2004 Rizzoli editore.
Per una visione generale “Normandy 1944 Allied landings and breakout” della Ospreypublishing, collana Campaingn Oppure “D-Day 1 Omaha Beach” della Ospreypublishing, collana Campaign
Se poi volete farvi una sparatina virtuale fra le fortificazioni tedesche giocate al buon vecchio “Call of Duty 2” della Activision


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La Guerra dei 100 anni

La Guerra dei 100 anni
Castello inglese sotto assedio da truppe francesi

Nel corso di quest’anno di attività (2012) è stato proposto ai ragazzi partecipanti al Gruppo Young Tank il Progetto Castello: la costruzione di un grande plastico che riproducesse in forma didattica un assedio ad un castello inglese da parte di truppe francesi durante la Guerra dei 100 anni.
L’intento era quello di offrire una occasione di approfondimento storico, suscitando nei ragazzi interesse e curiosità per i molti aspetti che sarebbero venuti alla luce con la sua realizzazione.
Il progetto, molto ambizioso, è stato avviato con la consulenza dei soci del gruppo Flying Lions di Mira.
I ragazzi hanno costruito terreno e castello ma ben presto i nostri limiti tecnici sono venuti alla luce...
La sorte ha voluto farci incontrare due modellisti, Carlo Alberto Camuccio e Damir Maksimovic entrambe esperti di storia ed uniformologia, che hanno deciso di affiancarci in questa impresa.
In particolare Damir ha preso a cuore il progetto realizzando, con tecnica sopraffina, gran parte della dipintura, invecchiamento ed ambientazione del plastico.
Alberto dal canto suo ha messo a disposizione una parte della sua ricchissima collezione di soldatini in scala per poter “dare vita” al nostro plastico.

Entrambe non si sono sottratti inoltre all’avventura di tentare di insegnare ai ragazzi del laboratorio alcune
tecniche complesse come la dipintura dei soldatini in scala 1/72 o la realizzazione di piante ed alberi con filo
di rame.

A DAMIR e ALBERTO
va il nostro più caloroso ringraziamento, senza di loro non saremo arrivati alla conclusione di questo progetto.


I ragazzi dello Young Tank
Francesco Forcellato, Marco Manente, Francesco Zago, Nicola Poldiallai, Nicolò Mezzaroba, Stefano Nogarin, Matteo Vezzali, Federico Doz, Lorenzo Marchiori e la nostra “guida storica” Enzo Basciano.
Il prof. Giovanni Papaccio

Caratteristiche tecniche: Castello medievale in scala 1/72.
Castello, catapulta, ariete, trivella, gru, mantelletti, bombarda: marca ZVEZDA.
Torre d’assedio, galleria di mina, accampamento cavalieri, casolare: autocostuzione (Damir)
Figurini: marca ORION, ZVEZDA, AIRFIX, REVELL, MINIART e ITALERI.


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Progetto Young Tank

Il progetto Young Tank
del prof. Giovanni Papaccio

Considerazioni didattiche: Ciò che mi ha spinto a creare questo gruppo è stata la passione per la storia, innegabilmente alimentata dalla mia passione modellistica. Da quando svolgo la professione di insegnante ho sempre cercato di capire quanti allievi fossero ancora interessati a questo antico gioco del modellismo: in effetti mi rincuorava non poco vedere ogni anno qualche mano alzarsi alla mia domanda specifica. Un giorno, vista la grande disponibilità e una certa propensione all’avventura della dirigenza dell’istituto, mi sono lanciato e la risposta dei ragazzi è stata entusiastica. Fin da subito mi sono detto: modellismo vero! I ragazzi utilizzano cutter, lime, collanti, colori, solventi e tutto ciò che necessita il modellismo del principiante. Credo infatti che sia indispensabile che apprendano le precauzione d’uso e non che gli si eviti il contatto, per evitare grattacapi… quindi occupare un po’ di tempo nello spiegare l’uso di attrezzi e sostanze, monitorandone l’uso, ma senza scorciatoie quali pezzi pretagliati, ad incastro o simili. Secondo principio è libertà! Non esistono modellismi di prima o seconda categoria: esistono modelli, aerei, carri, camion, fantasmi, draghi, mostri, qualsiasi cosa che ti affascina, che vuoi capire come è fatto, che vorresti guidare, che vorresti cavalcare, che non vorresti mai incontrare.. Insomma esistono pezzi di plastica da incollare e a cui dare vita con i colori e l’ambientazione, senza frontiere e senza pregiudizi. Semmai sia compito mio chiarire cosa esiste o cosa è frutto della fantasia. Credo che un dodicenne, un adolescente, abbia voglia di scoprire di sperimentare, quindi ritengo giusto che possa scegliere qualsiasi soggetto, al di là del suo valore storico: quello che cerco è di accendere o meglio rinfocolare un interesse che possa poi un domani trasformarsi in passione. Questo vuol dire che si deve anche essere disposti a soffrire, modellisticamente parlando: non nascondiamoci che i modelli non sono perfetti: non è la perfezione che cerco, ma la tensione ad essa, o perlomeno qualcosa che ci assomigli… Questo non vuol dire che i ragazzi facciano tanto per fare: ho tentato, e sto ancora tentando di redigere una sorta di didattica al montaggio, in fasi successive e logiche, e forse un giorno ci arriverò. Ma è necessario tenere conto di una cosa: il ragazzo ha voglia di costruire, ha voglia di incollare, ha voglia di vedere il suo modello finito o pseudo tale; quindi il tuo intervento didattico dovrà tener conto che deve insegnare un’azione, una tecnica, che è già sorpassata dai fatti e che, si spera, il ragazzo potrà applicare sul modello successivo. Il modello successivo: non ricordavo a che velocità si costruisce a questa età! Dovrei avere l’armadio pieno di scatole per riuscire a star dietro ai loro ritmi di produzione. Sinceramente credo sia anche giusto da parte loro farsi prendere da questo entusiasmo costruttivo, credo rientri nella necessità di sperimentare. Più difficile invece farli appassionare alla letture di riviste del settore. La nostra biblioteca comprende qualche collezione di riviste (Tutto Modellismo, Model Time, Mezzi Corazzati, Modellismo e Kit, Ali in miniatura, AirKit, cataloghi vari) mie o che ci sono state donate da un modellista milanese che ha subito creduto in noi. I ragazzi possono prendere le riviste e i cataloghi in prestito secondo le indicazioni di uno di loro con funzione di bibliotecario. In questi giorni ho contattato la redazione di un noto bimestrale del settore che ha avviato una interessante iniziativa di redazione juniores; questo permette inoltre un diretto collegamento con le materie di studio che insegno. Sarà infatti possibile proporre ai ragazzi la redazione di articoli, cronache, relazioni che potranno, se ben realizzati, essere realmente pubblicati in una rivista a diffusione nazionale. Per concludere un accenno al collegamento con la storia: prima ho affermato che i ragazzi devono sentirsi liberi di poter costruire quanto desiderano, anche di genere fantastico. Confermo ciò, in quanto non considero questa scelta del ragazzo un impedimento per comprendere anche ciò che è avvenuto nella realtà: ciò che costruicono i compagni, ciò che vede nelle uscite, lo stimola ad interessarsi, a porsi domande, a tentare risposte, a volte ad approfondire in maniera autonoma gli argomenti con i quali è venuto in contatto. Anche il semplice gesto di sfogliare un catalogo gli fa scattare interessi e domande: l’importante è che ci sia qualcuno in grado di dargli delle risposte il più possibile corrette. Ad una mostra una volta è stato esposto un cartello che recitava più o meno così: REGALA UNA KIT A TUO FIGLIO, IMPROVVISAMENTE SCOPRIRA’ DI AVERE LE MANI! Credo sia verissimo. Ma credo anche che quei ragazzi che tante volte guardiamo con sospetto e disillusione, considerandoli un generazione virtuale, tutta cellulare e videogames, nascondano invece dei ragazzini normali, almeno normali quanto ci sentivamo noi, che aspettano solo di far emergere le loro capacità e le loro abilità manuali. In fondo è bastato poco: una chiamata a raccolta e loro hanno risposto entusiasti. E ogni giovedì sono lì, in venti che incollano, pitturano, costruiscono… e vi assicuro che è un bel vedere!


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Siamo gli Young Tank

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Il gruppo di plastimodellismo della scuola.

Siamo gli Young Tank, il Gruppo plastimodellistico storico della scuola media Berna di Mestre. Nasce dalla combinazione di pochi ma importanti elementi: un'antica passione di un professore, la disponibilità della direzione dell’istituto, la collaborazione di allievi e genitori. Ci incontriamo settimanalmente per costruire modelli, imparare qualche tecnica nuova e, di tanto in tanto, partecipare a delle uscite a sfondo storico.

Il suo nome, YOUNG TANK, significa letteralmente GIOVANI SERBATOI, è rivolto cioè a ragazzi e ragazze che abbiano voglia di riempirsi di informazioni e di esperienze che abbiano a che fare la storia vissuta e che abbiano voglia di ricrearla e di sperimentare cosa sono in grado di realizzare con le proprie mani. TANK significa anche carro armato: significa quindi che bisogna anche essere convinti e non arrendersi alle prime difficoltà.
Il Gruppo si propone varie attività : – trovarsi per costruire modelli in plastica aiutandosi a vicenda e scambiandosi metodi e tecniche – visitare mostre e fiere del settore – organizzare visite e gite di argomento storico – organizzare acquisti di materiali e kits – incontrare modellisti esperti e ammirare i loro lavori – ogni altra bella cosa che ci salti in mente.