Il P.T.O.F., Piano Triennale dell’Offerta Formativa è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia.

Icon Berna progettieducativi

P.T.O.F.

Ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, il Collegio dei Docenti ha elaborato il presente piano triennale sulla base degli obiettivi formativi ed educativi della scuola, coerentemente ai traguardi di apprendimento e di competenze attesi e fissati dalle indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa si pone sulla via tracciata dal precedente P.O.F., Piano dell’Offerta Formativa, vale a dire il documento che definisce linee, principi e attività dell’Istituto, ma, a partire dall’analisi dell’identità esistente, descrive altresì le procedure programmatiche e gli obiettivi di miglioramento identificati dalla scuola a seguito della compilazione del Rapporto di Autovalutazione (RAV) e del modello di Piano di Miglioramento (PdM).
“Il piano è coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi, determinati a livello nazionale a norma dell’articolo 8, e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa; esso comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, valorizza le corrispondenti professionalità e indica gli insegnamenti e le discipline” (L. 107 del 13 luglio 2015, comma 14).
La valenza triennale del documento, consente di esplicitare le azioni svolte dalla dirigenza e da tutte le figure professionali che compongono la comunità scolastica per il raggiungimento delle priorità e dei traguardi di miglioramento individuati, da un lato valorizzando le esperienze pregresse, dall’altro definendo ulteriori obiettivi educativi nei quali sono declinati i principi ispiratori e le linee guida tracciate dal Collegio dei Docenti.

Il P.T.O.F. si presenta dunque come “il progetto” nel quale si sostanzia il complessivo processo educativo promosso dalla scuola; in tal senso esso mira al miglioramento dell’offerta formativa e si sviluppa seguendo le finalità dell’Autonomia Scolastica (DM 19/7/99 Art.3).
Il Piano muove dall’esito del percorso di autovalutazione d’istituto, così come contenuto nel Rapporto di Autovalutazione (RAV); in particolare, si rimanda al RAV per quanto riguarda l’analisi del contesto in cui opera l’Istituto, l’inventario delle risorse materiali, finanziarie, strumentali ed umane di cui si avvale, la descrizione dei processi organizzativi e didattici messi in atto, e al Piano di Miglioramento (PdM) per le specifiche dell’applicazione degli obiettivi triennali

La Valutazione del P.T.O.F.

La valutazione del P.T.O.F. avviene in sede di Collegio dei Docenti e Consiglio d’Istituto; punta ad adeguare sempre più l’offerta formativa della scuola ai bisogni espressi dai soggetti a cui essa si rivolge.
In questo senso sono oggetto di valutazione la qualità e la produttività del progetto formativo attraverso i seguenti indicatori:

  • organizzazione della scuola;
  • funzionamento delle strutture previste dal P.T.O.F;
  • efficienza ed efficacia dei singoli progetti educativi;
  • collaborazione e collegialità nei diversi aspetti previsti dal P.T.O.F;
  • valutazione;
  • partecipazione dei genitori.

Il Rav

Si tratta di un Rapporto di Auto-Valutazione, composto da più dimensioni ed aperto alle integrazioni delle scuole, in grado di fornire una rappresentazione della scuola attraverso un’analisi del suo funzionamento e costituisce inoltre la base per individuare le priorità di sviluppo verso cui orientare il piano di miglioramento.
Si rimanda alla documentazione relativa.

Rapporto Scuola-Famiglia

Il rapporto scuola-famiglia è un aspetto fondamentale nel piano dell’offerta formativa della scuola.
Quest’ultimo, per essere strumento efficace, attento ed aperto, deve infatti prevedere all’interno delle proprie strategie l’informazione ed il coinvolgimento delle famiglie, ma richiede quali principali fondamenti:
una convergenza sulle intenzionalità educative; una condivisa volontà ad affrontare i problemi con serenità; una ricerca comune delle diverse opportunità d’intervento.La relazione scuola-famiglia si concretizza quindi:
nella partecipazione costruttiva delle famiglie all’interno degli Organi Collegiali (Consigli di Classe e Consiglio d’Istituto); negli incontri di presentazione delle linee guida della scuola ai genitori degli alunni dei nuovi iscritti alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado; negli incontri durante l’anno scolastico secondo le modalità stabilite dal Consiglio d’Istituto.

Tale relazione deve tuttavia prevedere anche alcuni impegni puntuali dei genitori:
la partecipazione alle assemblee di classe;

  • il controllo dei figli riguardo allo studio individuale e ai compiti assegnati per casa;
  • la comunicazione scritta in caso di uscita anticipata, ingresso in ritardo, assenze brevi;
  • il controllo dei materiali necessari a scuola in relazione all’orario quotidiano delle lezioni;
  • il rispetto degli orari di entrata e uscita;
  • le firme su avvisi e comunicazioni.